La risposta breve: per scegliere una power station portatile guarda prima i wattora (Wh), che dicono per quanto tempo alimenti i tuoi dispositivi, poi i watt (W) di potenza continua, che dicono cosa puoi accendere insieme. Scegli una batteria LiFePO4, controlla prese, ricarica e peso, e lascia un margine del 15-20% sulla capacità: la batteria non restituisce mai tutta l’energia scritta sulla scatola.
Una power station portatile è una grande batteria con dentro un inverter, cioè il componente che trasforma l’energia della batteria nei 230 volt delle prese di casa. Sembra un acquisto semplice, ma le schede tecniche sono piene di numeri che si somigliano e non dicono la stessa cosa. In questa guida mettiamo in ordine tutto quello che serve per scegliere una power station portatile, un numero alla volta, con esempi pratici.
Wh e W: la differenza che conta di più
Il modo più semplice per ricordarla è pensare a un serbatoio con un rubinetto. I wattora (Wh) sono l’acqua nel serbatoio: quanta energia c’è dentro. I watt (W) sono quanto è largo il rubinetto: quanta energia può uscire nello stesso momento.
Una power station da 1.000 Wh con 1.800 W di potenza continua, per esempio, può tenere acceso un router da 12 W per decine di ore, ma un bollitore da 2.000 W non lo regge nemmeno per un secondo: il serbatoio è pieno, ma il rubinetto è troppo stretto.
Quanta capacità ti serve
La capacità giusta per la tua power station portatile dipende da cosa vuoi alimentare e per quante ore. Queste sono le fasce in cui si dividono le power station in commercio, con gli usi tipici di ognuna.
- fino a 300 WhTelefoni, portatile, luci, un router per qualche ora. Pesano circa 3-6 kg.
- 500-700 WhUn weekend in tenda, lavoro al computer per una giornata, blackout brevi.
- circa 1.000 WhCamper, un frigorifero per diverse ore, blackout di mezza giornata.
- 2.000 Wh e oltreBlackout di un giorno con frigorifero, uso intenso, piccoli elettroutensili.
Per stimare il tuo caso basta moltiplicare i watt di ogni dispositivo per le ore d’uso e sommare. Poi bisogna aggiungere le perdite: quando l’energia passa dalla batteria alla presa a 230 V se ne perde circa il 15%, e conviene tenere un margine per il freddo e l’invecchiamento della batteria. Ecco un esempio per un blackout di 24 ore:
Router Wi-Fi · 12 W × 24 h288 Wh
Frigorifero · 250 kWh/anno685 Wh
3 lampadine LED · 8 W × 5 h120 Wh
Perdite di conversione (85%)+193 Wh
Margine di sicurezza (15%)+193 Wh
Capacità consigliata≈ 1.480 Wh
Il frigorifero non consuma sempre: il compressore si accende e si spegne a cicli. Per questo conviene partire dal consumo annuo scritto sull’etichetta energetica, che qui diventa circa 685 Wh al giorno. Per fare questo conto con i tuoi dispositivi, in pochi secondi, usa il nostro calcolatore di autonomia: ti dice anche quali modelli del nostro archivio bastano.
Potenza continua e potenza di picco
La potenza continua è quanto la power station regge senza limiti di tempo, sommando tutto quello che è acceso. La potenza di picco è quanto regge per un istante, ed è importante per gli apparecchi con un motore o un compressore: frigoriferi, pompe, trapani. All’avvio chiedono per una frazione di secondo molta più potenza di quella che usano dopo.
Lo sapevi? Molti produttori dichiarano una modalità che chiamano “X-Boost”, “Power Lifting” o simili: permette di collegare apparecchi più potenti abbassando la tensione. Funziona con bollitori o phon, che scaldano un po’ meno, ma non con i dispositivi elettronici o con i motori. Non va confusa con la potenza continua vera.
Una regola pratica: gli apparecchi che scaldano (stufette, phon, bollitori, piastre a induzione) assorbono 1.800-2.000 W e scaricano qualsiasi power station portatile in pochi minuti. Si possono usare per brevi momenti, ma non sono il lavoro per cui le power station sono pensate.
La batteria: LiFePO4 o NMC
Le batterie LiFePO4 (litio ferro fosfato) sopportano migliaia di cicli di carica: i produttori dichiarano in genere 3.000-4.000 cicli prima di scendere all’80% della capacità. Sono anche considerate più stabili e sicure (qui trovi come funziona questa chimica). Le NMC sono un po’ più leggere a parità di energia, ma di solito durano molti meno cicli.
Oggi la scelta è quasi obbligata: nel nostro archivio, 63 modelli in vendita su 65 usano celle LiFePO4. Se trovi una NMC a prezzo molto basso, chiediti per quanti anni ti servirà.
Come si ricarica: rete, sole e auto
- Dalla presa di casa. I modelli recenti da circa 1.000 Wh si ricaricano in circa un’ora, spesso attivando una modalità rapida dall’app. Utile se usi la power station come scorta da tenere sempre carica.
- Dai pannelli solari. Conta la potenza massima di ingresso solare (in W) e soprattutto l’intervallo di tensione accettato. La tensione a vuoto dei pannelli collegati deve stare sotto il massimo dichiarato, anche col freddo, quando sale.
- Dalla presa dell’auto. È la più lenta: circa 100-120 W, quindi servono molte ore per una batteria grande. Va bene come aiuto in viaggio, non come ricarica principale.
Prese e porte: contale prima di comprare
I modelli piccoli hanno spesso una sola presa a 230 V, quelli da 1.000 Wh in su da due a quattro. Le porte USB-C arrivano a 100 W e nei modelli recenti a 140 W, abbastanza per ricaricare un portatile senza il suo alimentatore, che spreca energia. Se usi dispositivi a 12 V, come i frigo portatili da campeggio, controlla che ci sia la presa accendisigari.
Attenzione ai modelli “solo DC”: non hanno prese a 230 V, ma solo USB e 12 V. Sono leggerissimi e perfetti per telefoni e luci, ma non alimentano niente che abbia una spina normale.
Quanto pesa una power station portatile
Il peso è il numero che si scopre troppo tardi. Tra i modelli in vendita del nostro archivio, quelli da circa 1.000 Wh pesano tra 10,8 e 15 kg; quelli da circa 2.000 Wh tra 16 e 33 kg. Una differenza enorme se la power station va portata in tenda o caricata in auto ogni weekend. Se ti serve tanta energia ma anche portabilità, guarda i modelli espandibili: compri la power station e aggiungi una batteria separata solo quando serve.
Funzione UPS: utile per router e computer
Molte power station portatili possono restare collegate alla presa e passare alla batteria quando manca la corrente. I produttori dichiarano tempi di commutazione tra 10 e 30 millisecondi. Per un router o un portatile va benissimo; per un computer fisso o un server conviene un tempo di 10 ms o meno, e alcuni produttori precisano che la loro non è un gruppo di continuità professionale.
Modelli per fascia dal nostro archivio
Qui sotto, per ogni fascia, i modelli in vendita più piccoli del nostro archivio. Sono specifiche dichiarate dai produttori, con fonte e data in ogni scheda: non sono ancora prove nostre.
Da 500 a 1.000 Wh
- BLUETTI AC50P504 Wh · 700 W · 6,7 kg
- Jackery Explorer 500 v2512 Wh · 500 W · 5,7 kg
- EcoFlow RIVER 2 Max512 Wh · 500 W · 6,1 kg
- DJI Power 500512 Wh · 1.000 W · 7,3 kg
Specifiche dichiarate dai produttori, solo modelli in vendita. Vedi tutti nel comparatore.
Da 1.000 a 2.000 Wh
- DJI Power 1000 Mini1.008 Wh · 800 W · 11,5 kg
- Anker SOLIX C1000 Gen 21.024 Wh · 2.000 W · 11,3 kg
- BLUETTI Premium 100 V21.024 Wh · 1.800 W · 11,5 kg
- BLUETTI Elite 100 V21.024 Wh · 1.800 W · 11,5 kg
Specifiche dichiarate dai produttori, solo modelli in vendita. Vedi tutti nel comparatore.
Oltre 2.000 Wh
- Anker SOLIX S20002.000 Wh · 1.500 W · 16,2 kg
- ALLPOWERS R2500 PLUS2.016 Wh · 2.500 W · 29,0 kg
- Jackery Explorer 2000 v22.042 Wh · 2.200 W · 17,5 kg
- Jackery Explorer 2000 Plus2.043 Wh · 3.000 W · 27,9 kg
Specifiche dichiarate dai produttori, solo modelli in vendita. Vedi tutti nel comparatore.
Domande frequenti sulle power station portatili
Posso usarla mentre si ricarica?
Quasi tutti i modelli recenti lo permettono: è la cosiddetta ricarica passante, ed è anche il modo in cui funziona la modalità UPS. Controlla nel manuale se ci sono limiti alla potenza in uscita mentre la batteria si sta caricando.
La posso lasciare in auto d’estate?
Meglio di no. Un’auto al sole d’estate supera facilmente i 50 °C nell’abitacolo, mentre i produttori indicano temperature massime di uso e di conservazione più basse: le trovi nel manuale. Il caldo è il primo nemico della durata di qualsiasi batteria.
Quanti anni dura?
Con le celle LiFePO4 i produttori dichiarano 3.000-4.000 cicli prima di scendere all’80% della capacità: anche con una ricarica completa al giorno sono quasi dieci anni. Se la usi solo per le emergenze, conta di più come la conservi: lontano dal caldo e ricaricata ogni qualche mese, come indicano i manuali.
Si può usare in casa, al chiuso?
Sì: a differenza di un generatore a benzina non produce gas di scarico ed è silenziosa. Basta lasciare libere le prese d’aria delle ventole, soprattutto quando lavora a potenza alta o si ricarica velocemente.
Può sostituire un generatore?
Per carichi moderati e per poche ore o giorni sì, ed è molto più comoda. Per carichi alti e continui, come il riscaldamento, o per blackout lunghi senza modo di ricaricarla, no: servono pannelli solari, batterie aggiuntive o un altro tipo di impianto.
E per ricaricare un’auto elettrica?
Solo per un’emergenza molto piccola: un’auto elettrica consuma in genere 15-20 kWh ogni 100 km, quindi una power station da 1.000 Wh vale pochi chilometri di autonomia, una volta tolte le perdite di ricarica.
Gli errori più comuni
- Scegliere guardando solo i watt e non i wattora (o viceversa).
- Pensare di usarla per scaldare: stufette e boiler la svuotano in pochi minuti.
- Dimenticare lo spunto del frigorifero all’avvio.
- Comprare pannelli solari senza controllare la tensione d’ingresso.
- Fare il conto dei consumi e aggiungere un margine del 15-20%.
- Preferire celle LiFePO4 e garanzia di almeno 3 anni con assistenza in Europa.
- Controllare il peso se dovrai spostarla spesso.
Hai già in mente i dispositivi da alimentare con la tua power station portatile? Prova il calcolatore di autonomia oppure confronta tutte le specifiche nel nostro archivio delle power station.